Pane al pane

E poi l’urlo partì
e l’orecchio trovò,
pane al pane
e l’orecchio capì anche se a prezzo di
sanguinare.
E la bocca cercò
e un’altra bocca trovò
cuore a cuore
e lì, più che baciarsi,
fu quasi un volersi mangiare.

Chiaro, che più non si può,
pane al pane.

E lo sputo saltò
e la faccia trovò
pane al pane
e la faccia bucata sembrò
per un po’ da buttare.
E poi l’occhio parlò,
disse troppo però,
bene o male,
parlò pure nascosto
nell’occhio di un ottimo attore.

Chiaro, che ti piaccia o no,
pane al pane.

E lo specchio suonò
ora un blues, ora un pezzo solare
e fu quel ritornello fischiato
anche senza volere
pane al pane.

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